Chat e render: descrivere, allegare, iterare
Come funziona l’assistente che fa il prompt engineering al posto tuo: input, conferme inline, iterazione che preserva il progetto e galleria come ingrediente.
Vale, l’assistente che scrive il prompt
In chat non scrivi prompt tecnici: scrivi in italiano quello che vuoi ottenere. L’assistente legge il messaggio, le immagini allegate e la conversazione, sceglie persona e workflow, imposta i parametri e conferma inline ogni scelta («Formato → 16:9»), così sai sempre cosa sta per succedere.
Se l’intento è ambiguo, l’assistente chiede prima di spendere crediti: nessuna generazione inaspettata. E le scelte manuali che imposti tu vincono sempre sui default.
Render e Ispirazione, i due workflow di immagine
Il workflow Render è immagine → immagine e preserva il progetto: schizzi, fotografie, render clay e screenshot SketchUp o Revit diventano fotorealistici senza che muri e finestre si muovano. È il flusso principale per chi lavora su un progetto esistente.
Il workflow Ispirazione è testo → immagine: concept e moodboard quando non esiste ancora un’immagine di partenza. Si sceglie tra i due in base a cosa alleghi, non a quale pulsante premi.
Iterare senza perdere il progetto
Ogni iterazione parte dal render precedente: il seed viene riusato lungo la catena di generazioni figlie e la strength è calibrata per workflow. Il risultato è che la stanza resta la stessa e cambia solo ciò che chiedi di cambiare.
«Più caldo», «versione invernale», «stessa cucina, pavimento in rovere»: il linguaggio naturale dell’iterazione viene tradotto in modifiche di parametri, senza dover ricominciare da zero. La stabilità multi-turno è parte del motore, non un’accortezza dell’utente.
La galleria come ingrediente
Ogni progetto è la conversazione più tutti i suoi output, e la galleria è riutilizzabile come ingrediente: «anima l’ultima», «usa quella cucina come riferimento». Il menu @ ti permette di indicare quale immagine è il soggetto e quale il riferimento.
Così un dettaglio riuscito in un render diventa la base della variante successiva, senza riaggiungere file né riscrivere la descrizione da capo.